martedì 5 ottobre 2010

Trasferimento Farr 40 3° Tappa da Riposto a S. Maria di Leuca



Lunedì mattina 4 ottobre alle 8.30 con grande stupore per la puntualità sono arrivati due ragazzi da Messina dell’assistenza B&G per vedere di risolvere il problema della bussola e autopilota.
Dopo aver sostituito la bussola e via telefono fatto diverse prove verso le ore 11,00 sembra tutto a posto.
Partiamo e fuori del porto assistiti telefonicamente tentiamo di fare la taratura della bussola, dopo vari tentativi decidiamo di rientrare in porto perche la bussola si blocca, aspettando di nuovo i ragazzi dell’assistenza.
Dopo la sostituzione del cavo di collegamento della bussola il difetto rimane, visto l’ora si decide di rimontare la bussola vecchia e il cavo vecchio e partire consapevoli che dovremo timonare la barca senza l’ausilio del autopilota fino a Marina di Ravenna.
La nuova partenza avviene alle ore 14,00 circa con vento sui 12 nodi da Sud e cielo parzialmente nuvoloso.
Con il mare che incomincia a incresparsi, randa piena più fiocco senza motore viaggiamo a oltre 8 nodi.
Alle ore 19 prima che faccia buio ammainiamo la randa (priva di mani terzaroli), dato che il vento è aumentato fino 20 nodi, continuando con il solo fiocco e il motore fino a S. Maria di Leuca.
Nella notte il vento si porta oltre i 25 nodi e le onde diventano abbastanza consistenti attorno i 2 metri e più, per nostra fortuna sia le onde e il vento investono la barca sul giardinetto, questa sull’onda plana oltre i 14 nodi e ci colpisce la sua stabilità sembra una deriva, fantastico stare alla barra.
Arriviamo a S. Maria di Leuca martedì 5 ottobre alle 15,35 dopo 199 miglia con vento sui 19 nodi e il mare ancora tosto dopo 25,30 ore di navigazione.

lunedì 4 ottobre 2010

Trasferimento Farr 40 2° Tappa da Ischia a Riposto (Sicilia)



Siamo partiti da Ischia alle ore 7,15 del 2 ottobre 2010 con mare piatto, brezza SE con cielo coperto.
Dopo un ora di navigazione di nuovo l’autopilota ha smesso di funzionare, dopo due ore di telefonate, varie prove via telefono con l’assistenza viene sancito che la bussola elettronica si è rotta e va sostituita.
Il pezzo verrà sostituito (si spera) a Riposto quindi riprendiamo il cammino consapevoli di dover timonare la barca a mano per 200 e passa miglia. Continuando per tutto il viaggio alternarci alla barra, abbiamo avuto dei momenti fantastici, nella notte sono venuti a trovarci i delfini, per varie ore abbiamo visto eruttare lo Stromboli, abbiamo apprezzato le doti della barca sotto raffica come la leggerezza e la sensibilità del timone, abbiamo provato l’ebbrezza delle forti correnti dello stretto di Messina che ci hanno fatto raggiungere i 10 nodi di velocità, abbiamo visto Taormina e dintorni dal mare, tutto molto bello che ci ha appagati del disagio di aver timonato la barca per tutto la tappa, raggiungendo il porto di Riposto alle ore 13,40 del 3 settembre dopo 212 miglia.
Per concludere la giornata caldissima siamo andati a prenderci un aperitivo e cenare a Aci Trezza di fronte ai Faraglioni.

domenica 3 ottobre 2010

Trasferimento Farr 40 1° Tappa da Portoferaio a Ischia


Siamo partiti da Portoferaio giovedì 30 settembre 2010 alle ore 7,30 con mare piatto, brezza da Est e sole.
A motore con randa issata abbiamo superato il promontorio del’Argentario alle ore 15,00 con una media di 7,2 nodi. Per tutta la giornata abbiamo avuto venti leggeri da NE che nella serata hanno girato a SW.
Continuando il nostro trasferimento a motore nella notata l’auto pilota è andato in panne, dopo vari tentativi di avviarlo abbiamo deciso di timonare a mano aspettando la mattina per chiamare l’installatore.
Alle 9,30 su indicazione del’installatore siamo riusciti a far ripartire l’autopilota dopo 7 ore dallo spegnimento causato dal disinnesto dell’astina che collega l’indicatore di posizione della barra.
Nel frattempo il vento non aumentando dai soliti 4-6 nodi ha girato da N a NE costringendoci a tenere il motore acceso per tutta la tratta, raggiungendo il marina di Cala degli Aragonesi a Casamicciola sull’isola d’Ischia alle ore 14,05 del 1 ottobre dopo 210 miglia e 30,35 ore di navigazione.
Per concludere la giornata ho smontato il galleggiante del serbatoio del gasolio perché non funzionava, dopo averlo modificandolo ora funziona correttamente.
Prima di andare a letto ci siamo gratificati con una cena a base di piatti locali e un buon bicchiere di Biancolella. Domani mattina alle 7,00 si riparte.

martedì 28 settembre 2010

Salone Nautico de La Rochelle 2010


















Dal15 al 17 settembre anche quest’anno sono andato con il mio amico Richard al salone nautico “Grand Pavois” de La Rochelle sull’Atlantico.
Questo salone presenta esclusivamente cabinati a vela dai 5 metri in poi in acqua e i relativi accessori. Per un appassionato della vela questa cittadina marinara è fantastica perché in ogni piazzetta o angolo ci sono delle barche a vela su delle invasature, due porti al centro della città vecchia di cui uno con la chiusa per evitare che in bassa marea le barche rimangano in secca, il Museo Marittimo: in acqua le barche storiche come la JOSHUA di Moitessier e sul piazzale gli Open 60 piedi della Vendée Globe, Class 40 e flottiglie di Mini 6,50 in porto, senza contare negozi, cantieri, officine tecniche, scuole di ogni grado, l’università, tutto in funzione della vela e del mare compreso l’Acquario.
La prima cosa che colpisce sono i pontili aperti al pubblico, le barche quasi esclusivamente a vela ti taglia media sui 10 metri, quelle superiore attrezzate per la lunga navigazione e per finire l’escursione di marea superiore ai 6 metri modifica continuamente il paesaggio.
In periferia ci sono altri tre porti di cui il grande porto di Minimes con migliaia di barche a vela e all’interno il Marina dove si svolge il salone nautico.
Quest’anno anche da loro si è visto gli effetti della crisi economica, meno barche a vela esposte con inserimento negli spazi vuoti delle barche a motore.
Diverse barche esposte non visibili in Mediterraneo, perché concepite per la navigazione Oceanica con interni spartani ma essenziali che guardando molto la sicurezza e non l’estetica, le coperte sono attrezzate per il punto di scotta del genoa con barber interni, esterni e senza rotaia, non utilizzano quasi mai i grilli sostituiti da un “transfilage” (legature) che sono delle opere d’arte, anche le più piccole barche assomigliano agli oceanici da competizione.
All’interno del salone era esposto il Mini 6,50 di Alessandro Di Benedetto con il quale ha fatto il giro del mondo senza scalo in 268 giorni di navigazione, nonostante un disalberamento, sul percorso della Vendée Globe concluso il 22 luglio 2010 dopo 28.000 miglia di oceano di cui le ultime 9.000 con un albero di fortuna.
Abbiamo avuto la fortuna di scambiare qualche parola con Alessandro, persona molto simpatica, tranquilla, disponibile a dare spiegazioni a tutti.
La mattina quando l’abbiamo incontrato, per la prima volta, era tutto euforico perché gli erano appena arrivati i libri del suo viaggio dalla tipografia e senza che noi chiedessimo qualcosa ha incominciato a farci vedere le foto di com’era il Mini prima e le varie fasi di modiche strutturale della barca, ad un certo punto ci ha chiesto da dove venivamo, alla nostra risposta ci ha fatto notare che aveva modificata la barca nel cantiere di Soleri vicino a casa nostra, prima di salutarlo abbiamo comprato il libro e alla mia richiesta di una dedica mi ha risposto candidamente che non aveva una penna che si doveva ancora organizzare, ma ero il secondo che compravo il suo libro, per fortuna il primo, pure lui italiano era ancora lì gli ha dato la penna.
La sera prima di andare via siamo ritornati a salutarlo e farci una foto ricordo con lui, abbiamo notato che da buon italiano si era organizzato in una mano teneva tre penne per gli autografi e sul boma aveva appeso un cartello improvvisato scritto a mano dove pubblicizzava il suo libro con il costo, bravo, buon vento Alessandro per le tue future avventure.
Alessandro Di Benedetto non è nuovo ad esperienze estreme avendo già completato la traversata dell’oceano Atlantico nel 2002 e quella del Pacifico nel 2006 su un catamarano da spiaggia non abitabile di 6 metri, in prima assoluta e tante altre che potete andare a vedere sul suo sito www.alessandrodibenedetto.net .

domenica 22 agosto 2010

Segna Vento




Come costruire un Segna Vento

Materiale:

•n° 1 bottiglia di plastica per acqua minerale da 1,5 L.
•n° 1 appendiabito da lavanderia in ferro.
•n° 1 sacchetto di plastica per pattumiera.
•15 cm. minimo di canna di bambù dalle dimensioni di una matita.
•un po' di nastro adesivo trasparente.

Attrezzi:

•n° 1 pinza.
•n° 1 forbice da sarta.
•n° 1 asciugacapelli.

Istruzioni:

Appendiabito (Fig. 1)

• Tagliare il filo inizio curva (vedi rif. 1)
• Raddrizzare il filo e portarlo a 90° rispetto alla base (vedi rif. 2)
• Piegare la parte terminale del filo ad S (vedi rif. 3)
• Raddrizzare il filo dalla parte opposta fino inizio curva (vedi rif. 4)
• Portarlo a 90° rispetto alla base (vedi rif. 5)
• Piegare a 90° al punto 4 rispetto al rif. 5 e raddrizzare tutto il filo restante.
• Piegare il filo a 20 cm. dal punto 4 con un angolo sufficiente per fare combaciare
il filo con l'attacco della base (vedi rif. 6)
• Attorcigliare il filo con una spira attorno alla base e con due attorno al filo
rif. 2, avendo cura di piegare all'indietro la parte terminale (vedi rif. 7)
• Piegare all'indietro il terminale della base (vedi rif. 8)
• Per finire raddrizzare l'uncino (vedi rif. 9)

Bottiglia (Fig. 2)

• Con la punta delle forbici forare in centro, leggermente più largo del filo di
ferro,il tappo e il fondo della bottiglia.
• Tagliare la bottiglia in due parti A e B a 14 cm. dal tappo, (vedi rif. 10)
• Dalla parte B tagliare trasversalmente l’etichetta e staccarla (senza romperla)
• Piegare l’etichetta in sei parti uguali e sul bordo in corrispondenza delle pieghe
fare dei piccoli tagli di riferimento.
• Riposizionare l’etichetta sulla parte B e tagliare leggermente in senso
longitudinale il bordo della bottiglia in corrispondenza dei tagli di
riferimento sull’etichetta.
• Staccare l’etichetta e prolungare i tagli fino a 6 cm. dal fondo (rif. 11)
• Arrotondare l’estremità delle sei pale dell’elica (rif. 13) e piegarle a 90°.
• Posizionare l’etichetta sulla parte A e partendo da 2 cm. dal bordo fare sei tagli
lunghi 5 cm. (rif. 12)
• Incastrare la parte A dentro la parte B fino in fondo.
• Riscaldare per pochi secondi con l’asciugacapelli al massimo del calore, una alla
volta la base della pala tenendola ferma in posizione (a 90° e leggermente
ruotata) finché si raffredda.

Assemblaggio

• Tagliare dal fondo del sacchetto di plastica (Fig. 3) un triangolo avente 25 cm.
per lato.
• Infilare il triangolo nella coda del segna vento e tenendo tirato il bordo della
diagonale piegare e bloccare il tutto con il nastro adesivo trasparente.
• Infilare il corpo B+A dal fondo (senza tappo) nel segna vento partendo dal rif. 3.
• Infilare il tappo dal rif. 3 e avvitarlo sul corpo A avendo cura di verificare che
tutto ruoti liberamente.
• Da un ritaglio di plastica tagliare un disco di 1 cm. e fare un foro al centro del
diametro del filo.
• Infilare la rondella di plastica nel filo rif. 9 e questo dentro la canna di
bambù, avendo cura di verificare che tutto ruoti liberamente.
• Per finire legare la canna di bambù del segna vento in verticale su un supporto
fisso e Buon Vento.

martedì 20 luglio 2010

24 ore di San Marino 2010


Il comitato di regata al briefing delle ore 12,30 ci comunica che oggi sabato faremo una gara a tempo, con partenza alle ore 14,00 e scadenza alle ore 20,00 questa formula inaspettata crea qualche malumore che induce il comitato a modificare l’ora di scadenza riducendola alle 19,00.
Il percorso sarà un triangolo equilatero a vertici fissi di 6 miglia da ripetere fino allo scadere delle ore 19,00 con il primo lato di bolina. Io sono imbarcato su Irina alle drizze con mansioni di navigatore.
Bella partenza con un vento sui 8,5 nodi da 60° giriamo la prima boa in testa seguiti da Aloha e Vulcangas, loro sono più favorite di noi da questa brezza perché leggere. Poca partecipazione a questa regata siamo solo 11 barche, peccato perché bene organizzata con cena e festa serale di qualità. Controllando i nostri avversari diretti con un vento che salta in continuazione e con cali improvvisi d’intensità terminiamo i primi due giri in testa, poi alla prima boa del terzo giro Aloha favorita anche da un salto di vento ci supera e prende il volo. Nello stesso giro con a riva il gennaker quando andiamo a strambare sulla seconda boa abbiamo una piccola indecisione che permette a Vulcangas di superarci, ma prima della fine del giro riusciamo a riprendere la seconda posizione favoriti anche da una piccolo aumento dell’intensità del vento e continueremo a battagliare con Loro fino allo scadere delle ore 19,00 senza dare a Loro l’opportunità di superarci. Peccato che per 3 minuti abbiamo mancato il quinto giro che solo Aloha è riuscito a completare prima dello scadere delle ore 19,00. Buona gara con pochi errori e con un po’ d’intensità di vento in più avremmo potuto lottare per la prima posizione.

Domenica mattina con vento da Nord che supera i 20 nodi e mare agitato il comitato decide di rimandare le partenze delle gare con aggiornamento al briefing delle ore 13,00, dove decide visto le condizioni ambientali di non far gareggiare e chiudere la 24 ora 2010 stilando le classifiche sui piazzamenti della gara di sabato.

venerdì 16 luglio 2010

Marina di Ravenna Centomiglia 2010





Con previsione di poco vento il Comitato di Regata decide per il percorso ridotto di 60 miglia. Sono imbarcato su Irina e partecipiamo alla 100xtutti, complessivamente siamo 18 barche. Viene ritardata la partenza da parte del Comitato per poco vento e per piazzare la boa di disimpegno come fosse un bastone. Partenza discreta sulla barca giuria con vento da 110° e 6 nodi d’intensità, viriamo subito per tenere la destra in attesa di una rotazione. Dopo la boa di disimpegno issiamo il Cod. 0, al primo passaggio del pozzo Agostino B siamo quarti in Over All dietro al Millenium, il Farr 40, il Solaris 36 e primi nella 100xtutti . Proseguiamo con il Cod. 0 all’inseguimento del Solaris, il vento ruota a 120° e sale a 8 nodi che ci rende più competitivi. Al passaggio del secondo pozzo (Diana) siamo ancora quarti ma il vento è aumentato ancora un po’ e questo ci rende ottimisti. A metà lato per raggiungere il terzo passaggio avendo il vento ruotato a 130° e un’intensità di 10 nodi, ammainiamo il Cod. 0 e issiamo il genoa leggero. Al passaggio del pozzo Agostino B siamo ancora purtroppo quarti. Di bolina ci buttiamo alla caccia del Solaris che superiamo da sotto vento prima di raggiungere Arianna A dove siamo terzi assoluti. Superato il pozzo issiamo lo Spi, il Solaris accenna ad un recupero che viene neutralizzato dall’aumento della intensità del vento a 12 nodi che ci rende più competitivi. Dopo aver superato i due pozzi Angela-Angelina e strambato raggiungiamo il traguardo alle ore 20 circa dopo 9 ore e 3 minuti di gara classificandoci terzi in Over All dietro al Farr 40, il Millenium e primi nella 100xtutti. Bella regata senza troppi errori che andiamo a concludere visto l’ora in pizzeria di fronte a una bella birra senza rimpiangere le 40 miglia che avremmo dovuto ancora fare se il percorso non fosse stato ridotto.